sabato 6 giugno 2015

La respirazione; l'allenamento migliore per il massimo dei benefici per la nostra salute


Avete mai riflettuto sul fatto che respiriamo oltre 20.000 volte in un giorno???
E come lo facciamo? Prestiamo attenzione a questo aspetto "vitale" oppure lo trascuriamo?
Fin dalle prime lezioni, i maestri hanno raccomandato di  prestare attenzione alla respirazione.
Di fatto la cura di questo aspetto ed il suo miglioramento è stato uno dei punti che mi ha maggiormente attratto nel scegliere di praticare questa fantastica disciplina ed essere fortemente motivato nel promuoverla in ogni occasione sia possibile.
Nel corso dello studio, si è giunti ad un livello nel quale i maestri hanno ritenuto opportuno introdurci ad una parte più “teorica”, da verificare e fare nostra nella pratica quotidiana.
Le nozioni erano legate ai concetti di tecnica, modo e metodo.
Spesso ho ripetuto questi concetti ed il loro significato ma facevo sistematicamente fatica ad acquisirli con dimestichezza; mi capitava spesso di confonderli.
Per questo motivo ho preparato alcune immagini che mi hanno aiutato a ricordarli meglio.
In logica di learnig cooperation, come insegnato dal Grand Master, vorrei condividere questo lavoro, con la speranza di poter aiutare altri praticanti.
Ovviamente i concetti da soli rimangono nozionismo se non sono accompagnati dalla pratica, però averli già chiari è già un buon primo passo. Alla fine si trovano delle semplici applicazioni



Speriamo di aver aiutato a chiarire questo aspetto, così spesso trascurato nella nostra vita.
Inoltre volevo evidenziare come la pratica della nostra disciplina permetta di capire molti aspetti sottovalutati, grazie ad un esercizio semplice ed al tempo stesso completo, approfondito e CONSAPEVOLE!!
Ci auguriamo di aver stimolato la vostra curiosità o risposto a dei vostri dubbi. Come sempre siamo a disposizione per ogni chiarimento.

mercoledì 20 maggio 2015

Gestione del tempo….. vale la pena di svegliarsi presto nel week end?


Come tutti noi abbiamo avuto modo di provare ripetutamente in prima persona il tempo è una risorsa limitata, e quindi molto preziosa.

Oggettivamente, da quando si è scelto di leggere queste poche righe sono passati alcuni secondi, che indicano che, più o meno consapevolmente, si è scelto di dedicare del tempo a questa attività piuttosto che fare altro.

Vorrei condividere con voi una considerazione legata all’uso del tempo durante la settimana; per coloro che lavorano, tutte le ore lavorative, più i tempi di trasferimento per raggiungere il posto di lavoro più le pause (penso alla pausa pranzo), sono dedicate in modo diretto od indiretto all’attività lavorativa. Nel mio caso si parla circa di 10 ore e mezza di mio tempo che baratto per poter avere un ritorno economico.

Consideriamo ora che una persona abbia anche la necessità di dormire, magari 7 ore (8 sarebbero meglio….) e della giornata ci rimangono ben poche ore di cui disporre.

Quando riusciamo a trovare del tempo per NOI? E poi questo tempo, come decidiamo di impiegarlo?

Generalmente il week end è l’unico momento dove c’è la possibilità di scelta, con tutte le conseguenze che ne derivano (nel senso che avendo questa libertà, potremmo fare anche delle scelte poco…. convenienti).

Io ho scelto di cercare di dedicare il tempo libero alla mia crescita personale ed al benessere.

Ciò vuol dire che cerco di organizzarmi per leggere qualcosa che mi possa dare un beneficio o svolgere una attività fisica che contribuisca al miglioramento o almeno mantenimento della mia salute.

Sacrifico volontariamente l’ozio sul divano con la tv accesa.

Mi sono reso conto che, anche se sono stanco, mi ricarico di più facendo una attività fisica in compagnia, dosando il carico di lavoro compatibilmente con le energie a disposizione, piuttosto che stare stravaccato ed essere passivo spettatore di qualche rissa televisiva o piatto cucinato che mai mangerò.

Questa lunga premessa per introdurre all’attività svolta sabato 16 e domenica 17 maggio, in occasione dello stage di due giorni che si è svolto a Settimo Torinese.

Ero particolarmente stanco ed il mio istinto mi spingeva fortemente verso quella che per lui era la zona di comfort (cioè divano e dintorni).

Prendo consapevolezza e decido di partecipare, attratto dagli ipotetici benefici e forzandomi di dimenticare le certezze (anziché dormire mi sarei dovuto svegliare prima di quanto non faccia durante la settimana, attività fisica probabilmente impegnativa, livello di attenzione richiesto sempre alto).

Vorrei condividere con voi questa esperienza, per sentire anche una vostra opinione.

Ci troviamo per le 8.30 ed utilizziamo il car sharing per raggiungere la sede della palestra.

Prima mossa intelligente: si risparmia combustibile, si inquina di meno (un motore acceso anziché quattro), si sta in compagnia e si socializza (nessuno di noi era già di prima mattina in compagnia del suo smartphone per socializzare con qualcuno distante, anziché dire le stesse cosa, più o meno, con chi è a fianco a te).

Arriviamo puntuali e ci cambiamo, pronti per il riscaldamento delle 9.30.

Negli spogliatoi si incontrano facce conosciute, si chiede come va e continua quell’azione sociale per cui noi siamo programmati, al di la di cosa dicono i più recenti sistemi operativi installati dagli oggetti smart (??) che ci circondano.

Si scambia così qualche battuta con le persone che vengono da Oderzo (vicino a Treviso) il cui viaggio è iniziato poco dopo le 4 del mattino, con i compagni di pratica di Trento, che hanno scelto di dedicare un giorno di ferie ed arrivare venerdì per poter smaltire meglio gli oltre 400 km di distanza, con il gruppo che arriva dalla Polonia dove i chilometri sono oltre 1800 ed i giorni di viaggio sono due.

Mi sento quasi a disagio nei confronti di queste persone a dire che il mio vincolo era di svegliarmi un po’ prima del solito…. e tra me e me rifletto sul fatto di quali siano i veri vincoli…
Ci prepariamo per lo stage e mi rendo conto che il palazzetto è praticamente pieno di persone che vanno da 10 anni in su. Si percepisce fin da subito lo spirito di partecipazione interessata.

 Gli organizzatori, per il riscaldamento, hanno previsto la divisione volontaria in due gruppi; uno sarà condotto in maniera più dinamica e l’altro più morbida. Scelgo di far parte di questo secondo e l’istruttrice si stupisce di quante siano le persone che condividono questa scelta. Un piccolo segnale, su cui riflettere, che esprime i bisogni delle persone. Quante volte nella vita ci viene proposto di poter scegliere come fare le cose? In questo modo TUTTI hanno dato il loro massimo. Chi ha capito il messaggio lo potrà applicare anche in altri ambiti.

Dopo questi preliminari si entra nel vivo dato quando il Grand Master entra in palestra. Ci accoglie con un sorriso, ci chiede nella nostra lingua come va, inizia le azioni per entrare in empatia con il gruppo. Anche a noi, quando arriviamo in ufficio, ci attende sempre un sorriso, un come va…. vero??? La prima lezione ci è già stata fornita dopo solo un minuto!

L’esperienza continua a questi livelli per due giorni; gli argomenti proposti sono vari e lo scopo di questo post non è fare il report dello stage, ma solo stimolare una riflessione sui nostri schemi mentali e su quali siano i limiti che ci poniamo (per esempio cambiare dal “il week end mi riposo” al “lo uso attivamente per fare della attività che mi danno beneficio”). L’incoraggiamento alla crescita è presente in ogni frase detta dal G.M. che sostiene sistematicamente lo scambio di opinioni con i suoi allievi al fine di trovare soluzione pratiche ai problemi quotidiani.

Si vive continuamente un’esperienza costruttiva e motivazionale, una boccata d’ossigeno rispetto alla monotona e mediocre quotidianità.
Proprio sul tema dei vincoli e schemi mentali aggiungo la mia esperienza relativamente allo stage di domenica pomeriggio del maestro Piotr Bonikowsky sulle tecniche di autodifesa.

Allo stage hanno partecipato persone che arrivano da diverse estrazioni accomunate dal fatto che praticano discipline fondate dal Grand Master: viet vo dao, vo viet, viet tai chi, viet khi phap, viet chi kiem, viet chi dao,  ecc…

Quindi ci sono persone allenate al combattimento sportivo ed altre che non lo sono. Io faccio parte di questo secondo gruppo e temevo di non essere all’altezza sia come preparazione fisica che tecnica.

Essendo nel dubbio metto immediatamente in pratica una delle indicazioni appena date dal G.M.: vincere la timidezza, chiedere direttamente, senza passare per intermediari. Piotr, gentilissimo come sempre, mi rassicura e quindi partecipo, anche se non nascondo qualche remora.

Schema mentale: mi immagino che coloro che sono allenati al combattimento conoscano le tecniche di autodifesa molto bene ed inoltre temo di farmi male (o che mi facciano del male).

I fatti mi portano a dovermi ricredere. Le tecniche spiegate da Piotr sono molto semplici (3 o 4 movimenti al massimo), non lavorano solo sulla forza (si ragiona sulla psicologia per evitare una situazione e poi sui punti del sistema nervoso) ed hanno proprio in questa semplicità la chiave del loro successo.

Anche qui una lezione (anzi due: gli schemi mentali sbagliati e la forza della semplicità) da applicare in tutti i campi della nostra vita.

Bene…. siamo giunti alla fine di questo post che aveva come obiettivo il far riflettere sulla gestione del tempo e sugli schemi mentali; io ho modificato il mio e spero di aver dato al lettore qualche dubbio.

Per chi ha scelto di partecipare (circa 100 persone, provenienti da Svizzera, Polonia e da tante province italiane come Trento, Brescia, Verona, Treviso, Cuneo oltre che Torino) sicuramente un’esperienza unica che ha soddisfatto tutte le attese; per chi ha scelto di non partecipare (non sto parlando di chi aveva valide ragioni) beh…. il treno è passato e questa volta (o forse… ANCHE questa volta) non è salito.

Come sempre attendiamo i vostri commenti.

venerdì 1 maggio 2015

Stage 16-17 maggio. Prepariamoci al Viet Chi Dao - Bat Dieu (gli 8 uccelli sacri)



Lo stage a Settimo Torinese è ormai prossimo (16 e 17 maggio) e tutti siamo impazienti di incontrare il Grand Master che arriva dal Canada per poterci dare direttamente i suoi insegnamenti.

Le nostre lezioni sono orientate quindi a ripassare gli argomenti che saranno trattati ( programma Stage Grand Master Phan Hoang ) in modo da poter preparare le domande più efficaci al Grand Master e chiarire i vari dubbi.

E' un'opportunità unica poter chiedere DIRETTAMENTE al fondatore di una disciplina i significati originari che lo hanno portato a creare una sequenza, capendone così il significato, la strategia e l'applicazione nella vita quotidiana.
Un beneficio non misurabile dimostrato dalle numerose adesioni già raccolte sia a livello nazionale (Padova, Trento, Cuneo....) che europeo (Inghilterra, Polonia...).

Il gruppo degli studenti polacchi sarà guidato dal maestro Piotr Bonikowski che domenica pomeriggio terrà uno stage dedicato alle tecniche di autodifesa (programma stage maestro Bonikowski ).

Il Grand Master ci ha dato l'opportunità di prepararci in maniera approfondita pubblicando sul suo blog diversi post relativi ad una delle sequenze che saranno presentate: il BAT DIEU.
Il primo post riportato sul blog del Grand Master è QUESTO dal quale ho preso la figura iniziale.
La sequenza appartiene all'ultima nata delle discipline progettate dal G.M.: il Viet Chi Dao ed è legata all'elemento aria (QUI puoi trovare una descrizione delle varie discipline che compongono il Viet Chi System).

Il viaggio tra i vari elementi continua dato che sempre sul blog del G.M. sono già stati pubblicati diversi post su un altro quyen del Viet Chi Dao: HOANH SON QUYEN legato in questo caso all'elemento terra.

Vi aspettiamo numerosi (ecco il modulo d'iscrizione ) oltre ad invitarvi ad approfondire i vari aspetti contattandoci, visitando i blog ed i siti citati in questo post.

venerdì 24 aprile 2015

Viet Chi Dao - Hoanh Son quyen (La montagna)


Stiamo preparandoci allo stage di maggio studiando anche un nuovo quyen.
Possiamo trovare delle difficoltà però.... il Grand Master ci viene in aiuto (e CHE aiuto!!!)

Sul suo blog ha trattato in alcuni post questa sequenza, a cominciare dal Post 142  (a cui si riferisce la fotografia iniziale).
Che ne dite.... si potrebbe dare un'occhiata e sfruttare il materiale che ci ha messo a disposizione per poter ripassare?

giovedì 16 aprile 2015

Documenti sempre presenti.... lo STORAGE

 
 

L'unica costante della vita è il cambiamento

Buddha


Poco rimane da aggiungere dopo questa affermazione.

Per essere coerenti allora cambiamo, un pochino, il nostro Blog o meglio aggiungiamo una pagina.
 
Rispondiamo alle esigenze di coloro che richiedono un livello di approfondimento leggermente maggiore rispetto a quello offerto nei vari post che hanno come finalità l'incuriosire piuttosto che l'approfondire.

Per color che quindi vogliono i testi, foto, video delle varie forme che pratichiamo con le nostre discipline ecco una nuova pagina il Viet Wellness Storage

Quindi le pagine diventano 3: la Home, la Bibliografia essenziale e quest'ultima.
Quali sono i contenuti?

Suggerisco di andare sulla pagina e troverete risposta alle vostre domande..... rimarrete, spero, piacevolmente stupiti.

domenica 12 aprile 2015

Un modo per risolvere i disturbi legati alla primavera. Bai Tiep Xuan



Durante i cambi di stagione possiamo andare incontro a piccoli disagi e stati di malessere.

La pratica delle nostre discipline ci permette di avere dei validi strumenti per combattere efficacemente questi disagi senza uso di farmaci e di capovolgere la situazione preparandoci ad attingere dei benefici dai cambiamenti di stagione.

Il Grand Master, nel suo sistema di discipline, ne ha "progettata" una al cui interno sono previste diverse forme tra cui quattro proprio legate alle stagioni (primavera, estate, autunno inverno); ognuna di esse è composta da una serie di movimenti, il cui esercizio consente ai praticanti di essere sempre nelle migliori condizioni fisiche e mentali nell'arco di tutto l'anno.

La disciplina si chiama Viet Khi Phap ed i principi guida sono riportati nel link di seguito indicato

http://www.vietchiinstitute.org/vietchi/it/vietkhiphap/

In un precedente post avevamo già parlato di una di queste forme, l'autunno e visto che ora siamo in primavera presentiamo una forma legata a questa stagione, chiamata dal Grand Master Bai Tiep Xuan (può essere tradotta come: accogliere la primavera ed imparare tutta la vita), composta da soli quattro movimenti.
Non scenderemo ora nei dettagli di questi movimenti, lasciando la possibilità di soddisfare la curiosità solo alle persone veramente interessate che ci contatteranno (la nostra mail è   vietchi.info@gmail.com) , ma riportiamo il significato originario (quello di seguito è il testo tradotto di ciò che ha scritto il Grand Master) per far intuire le logiche di base in meno di un minuto di lettura.


LA PRIMAVERA
 Siamo proprio ai primi giorni di primavera. In Canada, al ritorno della primavera, tutti si sentono molto eccitati perché l’inverno è sempre così lungo con pesanti nevicate e bassissime temperature, che scendono facilmente a meno dieci, meno venti gradi Celsius. Quando arriva la primavera la neve rimane ancora sulla terra, sulle strade, ovunque nei parchi, ma ben presto si scioglie al sole, sotto il cielo azzurro. Io amo il cielo azzurro del Canada in primavera, un cielo blu inalterabile che copre una leggera atmosfera, ma abbastanza freddo ancora per donarci il senso della sua immensità e della sua purezza.
Il Canada è un paese così vasto e i Canadesi sono gente tranquilla e felice, forse grazie alla rigidità del tempo e al modo in cui abbiamo imparato a vivere nella comprensione reciproca e ad essere tolleranti. Quando arriva la primavera i giovani guidano le loro automobili molto più velocemente che in inverno, allora si può sentire un po’ più di rumore sulle strade, i clacson che suonano: quello è il segnale che indica che ci si sta preparando ad andare fuori a godersi la primavera, dopo un così lungo periodo di inverno ghiacciato.
I bar ed i ristoranti nel centro della città di Ottawa tornano alla piena attività per guadagnarsi nuova clientela. La scorsa settimana, nel giorno di San Patrizio, i pub irlandesi si sono riempiti di gente tutto il giorno e le persone facevano la fila molto pazientemente. All’angolo di ByWard Market un suonatore di cornamusa, in abito irlandese coloratissimo, ha intonato la sua musica nostalgica, che ha dominato l’intero luogo. Sono rimasto a lungo sull’altro lato della strada, osservando il modo in cui inspirava ed espirava, riempiendo di aria la sua cornamusa. C’era qualcosa di vagamente somigliante al modo in cui io suono il flauto vietnamita, mantenendo il ritmo del flusso dell’aria.
C’è qualcosa di somigliante, inoltre, fra il flauto vietnamita e l’esecuzione dei nostri Quyens negli esercizi di respirazione, e cioè: mantenere il ritmo del nostro respiro. La lunghezza dei flussi d’aria, durante l’inspirazione e l’espirazione, non deve essere la stessa per tutto il tempo, ma occorre sempre osservarne il ritmo, come nella musica. La respirazione è musica, così come la matematica.

Perché spesso ci sentiamo stanchi quando arriva la primavera? È risaputo che il tasso di morte di persone malate è più elevato all’inizio della primavera, piuttosto che in inverno. Una delle spiegazioni sta nel fatto che il cambiamento di stagione segue il corso naturale dell’evoluzione cosmica, mentre le nostre attività quotidiane, per molte ragioni inerenti allo stile di vita moderno, non sono organizzate in modo tale da adattare il nostro corpo, la nostra energia vitale al cambiamento di Madre Natura. Lo scorso venerdì, alla Pagoda TU-AN ad Ottawa, ho insegnato i metodi e gli esercizi per preparare il nostro corpo e la nostra mente ad accogliere il cambio di stagione.
Poi, il giorno successivo, sono andato in un parco vicino a ripetere gli stessi esercizi sotto un albero molto vecchio: potete vederlo ritratto nelle foto che allego. Un albero è semplicemente un albero se la nostra mente non riesce a vedere qualcosa al di là della sua forma fisica. Ma un albero può raccontarci molte storie e può regalarci molti insegnamenti se gli apriamo i nostri occhi, la nostra mente ed il nostro cuore. Sicuramente può testimoniare quanto forte o quanto debole è stata la nostra respirazione il giorno in cui abbiamo eseguito gli esercizi ai suoi piedi; quanto potente o quanto debole è stato il nostro grido che è risuonato attraverso le sue foglie ed il suo tronco.
Alla fine dei miei esercizi mi sono sentito molto felice per aver avuto l’onore di lavorare con quel bellissimo, anziano Maestro Albero. Mi ha insegnato che, se lui può vivere un tempo così lungo perché ha occupato un posto dove la sua presenza è stata utile agli altri, allora nessuno lo vorrà mai fuori da quel posto. Mi ha spiegato il motivo per cui ha potuto svilupparsi così in alto, perché mentre cresceva ha fatto in modo che crescessero tutti i suoi rami per mantenere l’albero in equilibrio, affinché il vento potente non potesse mai distruggerlo. Inoltre, mi ha regalato lezioni sulla terra, sul sole, il vento, la neve, il colore delle foglie, etc. Ero davvero molto felice.

La felicità è qualcosa che potete condividere con gli altri, costa solo un po’ del vostro tempo e richiede semplicemente la vostra intenzione di farlo. Ho pensato che sarebbe bello se vi mostrassi gli esercizi che ho eseguito quel giorno sotto il vecchio albero. I quattro movimenti di “Bai TIEP-XUAN” (PRIMAVERA), che potete vedere sotto. Non si sa mai, forse un giorno avrete la possibilità di visitare questo MAESTRO ALBERO ed eseguire gli stessi esercizi che ho fatto io e, forse, potrete sentire qualcosa che potrebbe sembrare uno strano fenomeno agli altri, ma molto comprensibile per voi.


Se avete domande, non esitate ad inviarmi le vostre email al seguente indirizzo:
vovietmailbox@vovietjournal.org

Vi auguro di godere del meraviglioso clima primaverile

Phan-Hoang, Ottawa 25 Marzo 2009

domenica 5 aprile 2015

2015 Pasqua.... AUGURI



Di sicuro il significato di questo giorno è MOLTO profondo, dato che si ricorda ciò a cui noi difficilmente pensiamo..... cioè la vittoria sulla morte (che può essere letta anche come la vittoria su ciò che ci appare impossibile...).

Mi permetto di riprendere questo pensiero di Erri De Luca

Pasqua è voce del verbo ebraico ‘pèsah’, passare. Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio. Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste.

Si può scegliere di pensare anche a concetti più leggeri come trascorrere questa giornata in allegria e serenità, in compagnia dei nostri cari, magari insieme ai bambini, condividendo la gioia di fare piccole cose come dipingere le uova (e probabilmente questo è il vero segreto per la felicità: trovare la gioia nelle piccole cose).

AUGURI